Le vostre domande più frequenti

Che cosa fa lo psicologo? 
 

Lo psicologo non cura i matti. La figura dello psicologo è tante volte associata alle persone che hanno gravi ritardi mentali o serie deficienze. Diffuso è infatti il pensiero che vede lo psicologo come il medico dei matti: “ Io non ho bisogno dello psicologo”; “Dallo psicologo? Io non sono pazzo!”. Queste sono alcune frasi di uso comune nella moderna società.

Niente di più sbagliato! In realtà il compito dello psicologo è piuttosto quello della prevenzione, aiutando il paziente a capire le cause dei propri problemi e sradicarli alla radice prima che possano crescere e causare gravi danni in futuro.

Lo psicologo ha dunque precisi compiti. I principali sono:

  • prevenzione

  • diagnosi

  • abilitazione - riabilitazione

  • sostegno

  • sperimentazione

  • ricerca
     

Lo psicologo si rivolge a tutti, ai singoli, alle coppie, ai gruppi, alle comunità. Perché lo psicologo non cura i matti, ma ha l'obiettivo di prevenire qualsiasi forma di problema che alteri il benessere psico-fisico di qualunque persona.

Chi è uno Psicologo?


Per esercitare la professione di Psicologo in Italia occorre aver conseguito una Laurea in Psicologia di 5 anni oppure di 3+2 (il nuovo sistema di istruzione universitaria), avere svolto al termine della laurea di 5 anni un tirocinio della durata solare di 1 anno, avere superato l’Esame di Stato conseguendone l’Abilitazione ed essere obbligatoriamente iscritti all’Ordine degli Psicologi della Sezione A dell'Albo degli Psicologi.

Attualmente il sistema di istruzione universitaria 3+2 è articolato su più livelli e prevede:

Laurea triennale

È il titolo di primo livello rilasciato al termine del corso di formazione della durata di tre anni. Fornisce una preparazione di tipo teorico-metodologico generale e competenze professionali di tipo tecnico-operativo. Per esercitare la professione di dottore in tecniche psicologiche è obbligatorio essere iscritti alla Sezione B dell'Albo degli Psicologi.

Laurea Specialistica

È il titolo di secondo livello che viene rilasciato al termine del corso di formazione della durata di due anni dopo la laurea triennale (5 anni totali). Fornisce una formazione avanzata per esercitare attività professionali a elevata qualificazione.

Per esercitare la professione di Psicologo è obbligatorio essere iscritti alla Sezione A dell'Albo degli Psicologi.

In Italia lo Psicologo è l’unica figura professionale riconosciuta e regolamentata per legge che ha a che fare con la salute psicologica attraverso modalità e strumenti caratteristici delle Scienze Psicologiche.


Lo psicologo è legittimato a compiere interventi che spaziano dalla salute dell’individuo, ossia la prevenzione del disagio e la promozione della salute psicologica, alla patologia, cioè la cura dei disturbi mentali. In quest’ultimo caso, lo Psicologo cura i disturbi mentali attraverso terapie psicologiche (da non confondersi con gli interventi psicoterapici riservati solo agli psicoterapeuti).

Oltre allo Psicologo ci sono altre figure professionali riconosciute per legge (medici, psichiatri e psicoterapeuti) che conseguono come obiettivo quello di migliorare la salute e il benessere psicologico, ma differiscono negli strumenti utilizzati (i medici e gli psichiatri usano strumenti farmacologici, gli psicoterapeuti strumenti psicoterapici).

Chi è lo Psicologo Psicoterapeuta e di cosa si occupa?

Lo psicoterapeuta ha una formazione più approfondita e specialistica dello psicologo. Dopo aver conseguito la laurea di 5 anni (o 3+2), avere svolto il tirocinio di 1 anno ed aver superato l’Esame di Stato, ha frequentato una scuola di specializzazione di 4 anni in Psicoterapia e si è iscritto all’Elenco degli Psicoterapeuti oltre che all’Ordine degli Psicologi.

Nel mio caso, sto seguendo il corso di Specializzazione di 4 anni in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale presso l’ASCCO di Parma e sto svolgendo supervisione di gruppo e individuale.

Che differenza c'è tra lo Psicologo e lo Psichiatra


Lo Psichiatra è un medico che si è specializzato in Psichiatria e, in quanto medico, può prescrivere psicofarmaci (ansiolitici, antidepressivi, stabilizzatori dell’umore, antipsicotici, ecc.) oltre ad ogni altro genere di farmaco.

Lo Psicologo, non essendo medico, non può prescrivere psicofarmaci ed è per questo che, spesso, collabora con lo Psichiatra, qualora il paziente assuma già psicofarmaci o ci fosse la necessità di assumerli.

Il trattamento psicofarmacologico e la psicoterapia non si autoescludono. La psicoterapia può comprendere, in determinati e specifici casi, un intervento che prevede (almeno in una prima fase) un supporto farmacologico.

Che differenza c'è tra lo Psicologo Psicoterapeuta e lo Psichiatra Psicoterapeuta?


Entrambi possono esercitare l’attività di psicoterapia. Lo Psichiatra può esercitare l’attività psicoterapeutica anche senza avere conseguito un’ulteriore specializzazione di 4 anni in psicoterapia mentre lo Psicologo, per esercitare l’attività di psicoterapeuta, deve obbligatoriamente avere conseguito una specializzazione di 4 anni in psicoterapia.

La differenza sostanziale consiste nella possibilità dello Psichiatra, essendo un medico, di prescrivere farmaci. Nello specifico, invece, occorre tenere presente che lo Psichiatra quando esercita attività di psicoterapia, mantiene sempre un taglio medico mentre lo Psicologo mantiene sempre un taglio maggiormente orientato all’aspetto psicologico.

Che differenza c’è tra lo Psicologo Psicoterapeuta e lo Psicologo Psicanalista (o psicoanalista)?


Non esiste un solo tipo di psicoterapia, anzi, gli orientamenti in questo campo sono molteplici. La scelta di un tipo di approccio piuttosto che di un altro dipende dal tipo di sintomatologia che si presenta, da che tipo di relazione desideriamo instaurare con lo Psicoterapeuta e dalla lunghezza del percorso che intendiamo intraprendere.

Lo Psicoanalista -  è uno Psicoterapeuta che utilizza come approccio la Psicoterapia Psicoanalitica che fa riferimento alla psicoanalisi. La psicoanalisi deriva dal lavoro di Sigmund Freud e dei suoi successori (correnti “post-freudiane”).

Lo Psicoterapeuta -  È un termine generico che sta ad indicare che lo psicologo o lo psichiatra hanno conseguito la specializzazione di 4 anni in Psicoterapia. È generico e quindi poi occorre specificare il modello teorico di riferimento.

Nell’approccio cognitivo-comportamentale si deve utilizzare la terminologia completa, vale a dire, “psicoterapeuta cognitivo-comportamentale”.

Psicanalista (o psicoanalista) - È un termine specifico utilizzato solo per indicare che lo psicologo o lo psichiatra hanno conseguito la specializzazione di 4 anni in psicoterapia psicoanalitica e si sono obbligatoriamente sottoposti in prima persona ad un’analisi personale.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale: cos'è? 

 


La psicoterapia cognitivo-comportamentale è considerata nel mondo uno dei modelli più efficaci per il trattamento dei disturbi psicopatologici:

  • è validata scientificamente l'efficacia del metodo cognitivo-comportamentale. È stata provata attraverso studi controllati per alcune patologie, quali i disturbi ansiosi e depressivi

  • è di efficacia superiore o almeno uguale agli psicofarmaci nel trattamento della depressione e dei disturbi d'ansia, ma assai più utile nel prevenire le ricadute

  • è collaborativa: il terapeuta cognitivo-comportamentale lavora insieme al paziente per stabilire gli obiettivi della terapia, formulando una diagnosi e concordando assieme al paziente un piano di trattamento che si adatti alle sue esigenze

  • è di durata inferiore a molte psicoterapie di altri orientamenti poiché si aggira attorno agli 8 mesi-1 anno
     

La psicoterapia cognitivo-comportamentale è sostenuta da prove di efficacia e validità secondo la Evidence Based Medicine.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La letteratura scientifica internazionale afferma che l'approccio cognitivo-comportamentale risulta essere il più efficace per i disturbi d'ansia e, particolarmente, per il disturbo di attacco di panico, le fobie, il disturbo ossessivo e compulsivo, i disturbi dell'umore, i disturbi alimentari, i disturbi psicosomatici, i disturbi sessuali, i disturbi dell'età evolutiva e i disturbi di personalità, anche più dei trattamenti di tipo farmacologico.